venerdì 27 marzo 2009

MUSEO ARCHEOLOGICO AFFIDATO ALLA FONDAZIONE FIORONI


Le procedure per l'affidamento in gestione del centro ambientale archeologico, malgrado le perplessità espresse dalla Soprintendenza, non sono state sospese; e a risultare vincitrice - come poteva immaginarsi - è stata la Fondazione Fioroni.
Rumors indicano più che concreta l'ipotesi di ricorsi al T.A.R.

giovedì 26 marzo 2009

QUANDO IL ROSA RISCHIA DI DIVENTARE ROSSO (ricevuta per e-mail)



Caro Paolo,

viste le tue sollecitazioni, volevo condividere con te alcune riflessioni riguardo alla situazione politica delineatasi a Legnago.

Ad oggi siamo di fronte a 4 candidati sindaci (in rigoroso ordine alfabetico Ambrosini, Faccenda, Limoni e Rettondini) e pensavo, ‘mi sa che ne mancano almeno 1 o 2’. Infatti sono attese le mosse del ‘mio’ Udc e della sinistra ‘radicale’.

Hai già avuto modo di ospitare nel tuo blog le mie perplessità rispetto ad un centrodestra troppo sbilanciato sulla Lega e con una obiettiva immagine di coalizione di governo cittadino tutta da conquistare sul campo, ma la novità di questi giorni mi pare riguardi proprio il mondo della Sinistra, quella Sinistra che va oltre il PD. A Legnago Rifondazione Comunista, l’Italia dei Valori, il PDCI, i Verdi, o magari la Sinistra e Libertà di Vendola, che fine hanno fatto?

In fondo sono in Consiglio Comunale con il considerevole (senza nessuna ironia) bottino di 1 seggio di opposizione grazie al 6,2% (1050 voti) delle precedenti amministrative.

Ma, come direbbe il bravo metereologo: NON PERVENUTI!

E qua comincio a diventare malizioso, e dico: vuoi mai che a Legnago siamo riusciti a creare l’unità della Sinistra? Vuoi mai che una recente e nota Associazione (Liberinsieme) non sia il luogo di incontro di tutte quelle anime che, dagli ex DS in la, ritengono di dover contare di più, di far valere anche numericamente la loro sensibilità politica? In fondo mi sembra che, giustamente, l’Udc porta a Legnago Buttiglione e Santolini, e loro Papalia e Casson, direi in entrambi i casi presenze molto caratterizzanti.

Allora lo scenario cambia, allora se una eventuale presenza di questo soggetto politico alle elezioni è confermata, non c’è più continuità con l’esperienza de ‘La Rosa’. Ti ricordo: soggetto unico che si presentava alle elezioni, gruppo consiliare unico, forte attività di gruppo per dare efficienza all’attività amministrativa. Ancora: forte presenza di persone del mondo ‘Popolare’ e del volontariato che assicurava una collocazione tendente al centro.

La Sinistra a Legnago non eccelle per performance elettorali ma ha il suo peso e non è poco. Così difficile immaginare che superi i 2000 voti? Così difficile immaginare che nel caso di vittoria di Damiano Ambrosini valgano 3 posti in Consiglio Comunale? Così lontano dalla realtà che con quei 3 posti si possa condizionare un’amministrazione?

Lo so, molti diranno che sono elezioni comunali, che contano le persone, che non bisogna ideologizzare. Ma non è forse l’ideologia, unita a – si spera – una massiccia dose di buon senso, la chiave di lettura per perseguire il bene comune? Non abbiamo proprio in nome di questi ideali, che ci spingono ad impegnarci nel sociale, idee diverse su come risolvere i problemi e cogliere le opportunità? Spero nessuno mi dica che c’è un programma comune. E’ una parte dell’attività amministrativa. Prodi ne aveva uno comune entrambe le volte, è sappiamo come è andata a finire.

Nei prossimi due anni vivremo tempi difficili. Servono ‘governi’ forti a tutti i livelli per restare saldi e uscire da questa situazione nel modo meno peggiore possibile.

Ti avevo già sottolineato come l'accordo del centrodestra contenesse degli elementi di instabilità, per come ci si era arrivati. Adesso - per onestà intellettuale - ti sottolineo gli elementi di instabilità nel centrosinistra.

Hai ragione, mi pare di sentire le tue parole, e voi dell’Udc cosa fate? Beh mi sembra che questa sia tutta un’altra storia.



Leonello

... ED ECCO IL RISULTATO ALLA PRIMA GIORNATA DI "PRIVERBENA"

I volontari de La Verbena hanno ripulito il tratto di fiume Bussé sino a Vangadizza.
Ma non finisce qui. Domani e dopodomani si replica. sabato il gran finale!






mercoledì 25 marzo 2009

Da L'Arena 24 marzo 2009 Quattro giornate per pulire il Bussè



INIZIATIVE. Con «La verbena dell’Adige»


Si chiuderanno con quattro giornate ecologiche gli «Incontri sull’erba» promossi da «La Verbena dell’Adige». A partire da domani i volontari dell’associazione ambientalista, guidata dall’erborista maurizio antoniazzi ed arrivata a contare 300 soci, ripuliranno le acque del Bussè diventato in alcuni tratti un immondezzaio. Con l’obiettivo di risanare, in collaborazione con Comune, Regione e consorzio Valli Grandi, una situazione di degrado dovuta all’inciviltà di chi getta plastica ed altri rifiuti nel canale. Fino a sabato gli ambientalisti saranno quindi in azione, con il materiale fornito dall’amministrazione ed il sostegno di un’imbarcazione del consorzio, su entrambe le rive. «PriVerbena» - così è stata battezzata l’iniziativa - si snoderà lungo i 12 chilometri della pista ciclabile che costeggia il Bussè. «L’intento», spiega antoniazzi, «è quello di organizzare il prossimo anno un’intera settimana ecologica assieme ai Comuni limitrofi». La tappa finale è fissata sabato alle 8.30 davanti alla chiesa di Torretta. In questo caso alle operazioni di bonifica parteciperanno anche due classi delle scuole medie di Cerea, che selezioneranno poi i rifiuti da conferire in discarica. S.N.



Detto fatto. Ecco nella foto i più mattinieri volontari della prima giornata. Il grosso della partecipazione è previsto per sabato. C'era anche un 'imbarcazione fornita dalle Valli Grandi e Medio veronese.


Il buon vecchio Maurizio ha sfoderato la casacca verde, i cappellini e la bandiera dell'associazione.
E sabato, finita la sfaticata, tutti a pranzo, ospiti dagli Alpini!!!!

venerdì 20 marzo 2009

Dalla Regione Veneto 70mila euro alla parrocchia di San Vito per il completamento del campo di calcio.





La Giunta regionale del Veneto, come afferma l’assessore allo sport Massimo Giorgetti, “ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere e incentivare la pratica sportiva anche con interventi strategici nel settore dell’impiantistica; ne va della formazione dei giovani, che proprio nello sport possono rinvenire stili di vita salutari e valori importanti”.
E di sicuro salutare è l’iniezione di tintinnante fiducia - 70mila euro - operata da Palazzo Balbi, nel consesso giuntale del 17 marzo, relativamente alla Parrocchia legnaghese di San Vito Martire e Madonna della Pace.
Da tempo la pieve cercava di completare il campo di calcio. Ne sa qualcosa il buon amico Martino Peretta, neo segretario della locale sezione Avis e attivista parrocchiale.
È stato Peretta ad insistere affinché la Parrocchia partecipasse al bando regionale, contattando l’assessore Giorgetti - che venne pure a visitare il terreno da gioco sanvitese – e preparando il carteggio da inviare a Venezia.


(nelle foto a sin. l'assessore regionale allo sport Massimo Giorgetti, a dx Martino Peretta, fautore del finanziamento)

E la soprintendenza chiede la revoca della procedura di gara per l’affidamento in gestione del Museo Archeologico





La gara per l’affidamento in gestione del museo archeologico legnaghese non smette di suscitare polemiche e sorprese.
Dopo le accuse dell’opposizione, relative al fatto che l’amministrazione abbia voluto accelerare l’operazione senza attendere il post elezioni, anche il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto, critica fortemente l’operato dell’amministrazione Gandini.
In una missiva datata 27 febbraio 2009 - e sino ad ora tenuta all’oscuro dell’opinione pubblica - la Soprintendenza afferma di non essere stata coinvolta nel procedimento di formazione del bando di gara e, quindi, eccepisce di non aver avuto la possibilità di fornire al Comune le opportune osservazioni e proposte.
Da Padova censurano in primo luogo il fatto che i materiali archeologici che costituiscono la collezione museale, tutti di proprietà statale, sono esposti presso il Museo Civico per una Mostra temporanea autorizzata fino al 31.12.09, mentre risulta ancora in itinere la procedura di deposito temporaneo dei reperti, avviata secondo le recenti disposizioni normative in materia.
Ancora, si rileva che al momento non è stato stipulato con l’amministrazione alcun accordo per la valorizzazione dei beni archeologici, come invece previsto dal D.Lgs. 42/04, in particolare dall’art. 112.
Un accordo ritenuto necessario non solo per il carattere temporaneo dell’esposizione cui è autorizzato il Comune, ma anche per definire i diritti economici relativi ai biglietti di ingresso e ai proventi derivanti dalla riproduzione dei beni archeologici di potestà statale.
Nella missiva si lamenta inoltre il mancato coinvolgimento della Soprintendenza soprattutto nella predisposizione del contratto di servizio, in particolare per quegli aspetti che riguardano il contenuto del progetto di gestione, per quanto attiene alle attività di valorizzazione sui beni statali, i livelli qualitativi delle attività e dei servizi e la professionalità degli addetti.
In questo senso- secondo la Soprintendenza – andrebbe anche rivista e modificata la determinazione dei criteri per la valutazione dei progetti di valorizzazione contenuti nel disciplinare.
Vengono poi chiesti dei chiarimenti relativamente a come il Comune intenda adempiere all’obbligo di incarico al Conservatore, come previsto dalla L.R. 50/84 e DM 10 maggio 2001, “figura che non risulta ancora nominata e per la cui individuazione, peraltro, è buona prassi, nel caso di collezioni museali statali, coinvolgere la Soprintendenza”.
Le obiezioni mosse dall’ente di Via Aquileia non possono non condurre alla logica conseguenza di ottenere in autotutela la revoca della procedura di gara (Cfr disciplinare di gara pag. 17 ultimo capoverso).

ALLA LUCE DELLE FONDATE CRITICHE DELLA SOPRINTENDENZA, CHE SI UNISCONO A QUELLE GIA' SOLLEVATE DALL'OPPOSIZIONE, ANCHE L'AMICA SCAPIN SI DECIDA A REVOCARE IL BANDO. NE VA DEL FUTURO DEL MUSEO

martedì 17 marzo 2009

Da L'Arena 17 Marzo 2009 Soldi fino a luglio, il Pollicino al capolinea

Il Pollicino per Terranegra in una fermata nel centro di LegnagoLe casse del municipio sono sempre più vuote, le spese aumentano ed i legnaghesi rischiano così di dover rinunciare anche al «Pollicino». Tempo nemmeno cinque mesi e le corse del trasporto pubblico urbano - istituito nel 1998 dalla giunta e rimodulato nel corso degli anni con la soppressione di alcune fermate e l’istituzione di nuove linee - giungeranno, infatti, al capolinea. A meno che la nuova amministrazione, che si insedierà a giugno, riuscirà a trovere i fondi e la formula in grado di contemperare le esigenze di cassa con la prosecuzione del servizio affidato all’Azienda trasporti Verona (Atv).
A mettere un’ipoteca sul mantenimento dei collegamenti tra il centro e le frazioni - che nel 2008 sono costati al Comune circa 100mila euro su un costo complessivo di 276mila euro coperto per 150mila euro dalla Regione e per altri 25mila da un contributo erariale sull’Iva - è stata la delibera con la quale la giunta ha fissato l’ultimo viaggio dei bus alla fine di luglio. Un’interruzione dettata unicamente da motivi economici in quanto se è vero che il finanziamento regionale copre il servizio per tutto il 2009 in bilancio sono stanziati solamente 168mila euro. Ossia l’importo sufficiente ad assicurare le corse dei pulmini fino a luglio con una compartecipazione netta dell’ente di 66mila euro. «Si tratta», spiega l’assessore Damiano Ambrosini,«di una scelta obbligata di fronte al progressivo taglio di trasferimenti che costringe i Comuni a navigare a vista e a limare le uscite. Perciò, se la futura amministrazione riterrà ancora il servizio una priorità, anche in base al rapporto costo-benefici, dovrà riorganizzarlo e valutare l’ipotesi di istituire anche trasporti a chiamata». Alla nuova giunta basterà comunque una delibera ed una contestuale variazione di bilancio per proseguire il trasporto nei cinque mesi scoperti. Sempre che riesca a trovare i soldi.