mercoledì 6 novembre 2013

Ciao Anna

Cara Anna,
ho pensato e ripensato se scrivere o meno questa lettera.
Mettere a nudo i miei sentimenti non mi piace molto.
Ma è giusto che la gente sappia, amica mia, che persona meravigliosa sei stata, nella tua solare semplicità.
Ci siamo conosciuti alla mitica Biblio di Porto, col Fer, la Rita e la Mery Jo.
Tu avevi sempre un bel sorrisone per tutti, anche quando le giornate scorrevano bigie tra le pagine svogliate di un libro di diritto ed un caffè.
Eri bravissima ad organizzare i momenti dedicati alla lettura dei più piccoli.
In quegli eventi c'era la tua sapienza ma anche la tua infinita umanità.
La stessa che ti portò, per mia amicizia, a sfidare il protocollo - tu, dipendente del Comune di Legnago - e a sgolarti per me in sala consiliare quando venni dimissionato dal mio ruolo di assessore.
Ti ho vista per l'ultima volta, facendomi un po' di coraggio, ieri. Eri sdraiata in un lettino d'ospedale.
Elisa dice che mi hai stretto la mano perché hai avvertito la mia presenza.
Io so soltanto quanto ci lasci. Ed è tantissimo.
Un bacione amica mia. E guardaci da lassù, sempre con il tuo sorriso.

venerdì 25 ottobre 2013

Non è più tempo di Dickens

di Paolo Cecco



Morire a diciannove anni massacrato di botte, come un cane selvatico, lontano da casa, dagli affetti più cari, dalla propria Patria, per una manciata di danari mentre si andava a svolgere un lavoro per compensare quel briciolo di dignità e integrità morale che ci differenziano dalle bestie. Questa la tragica notizia che ci arriva impacchettata dall'Inghilterra, dove il giovane lecchese Joele Leotta, da poco trasferitosi in terra britannica per cercare un impiego, ha perso la vita domenica sera dopo un incontro casuale per strada con un branco di lituani. Dieci giorni appena è durata la ricerca dell' oro, l'Eldorado di Joele: la speranza di trovare un lavoro e di sistemarsi in un mondo nuovo e più meritocratico; dopo aver dato l'arrivederci ad una terra vile, meschina e ingrata che tratta i suoi figli come dei bastardi, impedendo, in questo modo, di coltivare e far emergere una nuova e consolidata generazione di cittadini produttivi, uomini e donne su cui puntare per un prosperoso avvenire. Fa davvero male leggere queste storie d'altri tempi; subire ancora nel 2013, questi raccapriccianti e indigesti racconti dell'orrore, dove l'umanità ne esce sempre sconfitta e stravolta. Sono passati oramai più di centocinquant'anni da quando Hugo dava alle stampe il suo capolavoro – Les Misérables- scolpendo nel cuore della sua opera questa premessa: “Fino a quando i tre problemi del secolo, la degradazione dell'uomo, l'abbruttimento della donna a causa della fame e l'atrofia del fanciullo a causa delle tenebre che l'avvolgono, non saranno risolti; fino a quando, in certe regioni non sarà possibile l'asfissia sociale; fino a quando ci saranno sulla terra ignoranza e miseria, libri come questo potranno non essere inutili”. Evidentemente quei “problemi del secolo”, non sono ancora stati risolti nell'epopea dell' high technology e dei viaggi nello spazio. Il tempo degli Hugo, dei Dickens, dei Verga e dei Dostoevskij non è ancora giunto alla conclusione, non ha ancora dato tregua ad un esercito di individui trattati come carcasse umane anche in piena certezza di diritti e di costituzioni come si crogiola il nostro. Il ragazzo italiano assassinato nel Kent poteva essere ognuno di noi; certamente nulla si può recriminare al fatal destino ma la voce la si deve alzare quando storie di uomini vengono così calpestate e vilipendiate. No, non si può crepare per una paga da cameriere, non si possono tollerare come nel film di Scorsese: “Gangs of New York”, gli scontri all'ultimo sangue tra le bande per il lavoro (“Italiani di merda ci rubate il lavoro”- sembra abbiano appreso chi era presente all vile attentato). Non è possibile rubare i sogni di un ragazzo, parlare di emigrazione, tuguri, tozzi di pane rubati, umiliazioni e silenti soprusi ancora ai nostri giorni. Sono venuto a conoscenza di questo dramma sul Corriere della Sera, (pagina 20 e 21); l'assurdo era che le prime pagine erano completamente dedicate agli illustri statisti che guidano egregiamente il nostro Paese...nemmeno in patria lo sfortunato lecchese ha avuto grande considerazione, visto che l'inchiostro gettato per lui e la sua causa (che coincide con quella di milioni di giovani e migranti) è di gran lunga ridotto rispetto a notizie più superficiali. “I nostri ragazzi meritano di più, non è più il tempo di Dickens” questo è quello emerso nella lucida analisi del bravo giornalista Beppe Severgnini; il corrispondente ha ragione: “non è più il tempo di Dickens”, almeno allora si stava cementificando una coscienza sociale e civica; il giornalismo svolgeva il suo nobile compito di denuncia e inchieste (oggi vai spedito in prima pagina se fotografi il politico al Vinitaly mentre beve un Bonarda ; la terza pagina è di fatto defunta o relegata prima degli spettacoli televisivi); i partiti e i sindacati erano in sintonia o comunque non erano drasticamente separati dalla vita del popolo. Certo, caro Severgnini, oggi è peggio di quel tempo: almeno Joele avesse avuto un buon romanziere a raccoglierne le sue tribulazioni, a narrare la sua storia per poi sbatterle in prima pagina per provocare e destare vergogna ad una società inetta che non è in grado di offrire certezze, dignità e sicurezza ai suoi figli; almeno di quel barbaro Ottocento ci resta l'invenzione del romanzo sociale: una brezza d'ossigeno per sensibilizzare i potenti ed introdurre, perciò, le fondamenti di quel welfare state oramai dimenticato. Oggi se non si parla di calcio, squillo o politicanti si è consegnati, per l'appunto, poco dopo il Royal Baby e un attimo prima dell'arbitraggio di Real- Juve. Da un mediocre giornalista-pubblicista di provincia...un caro saluto Joele.

giovedì 17 ottobre 2013

Acqua potabile, per l'Ulss21 ora siamo (quasi) "a prova di Germania"


ma continua il monitoraggio della Regione delle Ulss e di Arpav sulle sostanze perfluoroalchiliche nelle acque

L'acqua dell'acquedotto legnaghese non è avvelenata.
L'Ulss21 l'aveva già evidenziato a Luglio e lo ha confermato in una recente nota datata 10 Ottobre.
Quanto alla presenza di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), il Dipartimento di Prevenzione ha escluso che esse possano rappresentare un rischio immediato per la popolazione, pur risultando necessario – questo è il monito dell'Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute – di intervenire sulla filiera idropotabile per eliminare ovvero per calmierare i valori di PFAS rilevati.
In punto è stato attivato un coordinamento tra la Direzione Regionale per la prevenzione, Ulss e Arpav, in filo diretto con i Ministeri della Salute e dell'Ambiente. E la task force, intervenuta su Acque Veronesi, ha già ottenuto dei “validi sistemi di rimozione di dette sostanze dalle acque”.
Anche la Regione Veneto ha avviato una commisione tecnica.
Il settimanale monitoraggio sull'abbattimento della PFAS nell'acqua potabile avrebbe dimostrato la significativa riduzione dopo le misure correttive imposte all'Ente Gestore (credo si tratti dei filtri a carboni attivi).

Quanto ai parametri di concentrazione di tali sostanze chimiche, la loro fissazione è competenza esclusiva del Ministero della Salute, il quale deve ancora esprimersi, pur essendo stato interessato più volte sulla questione PFAS da parte della Regione Veneto.

In attesa delle decisioni Ministeriali valgono le valutazioni dell'EFSA, l'agenzia europea competente per la sicurezza alimentare, le quali, circa il caso che ci occupa, evidenzierebbero l'esclusione di un rischio immediato per la popolazione esposta.

Ci sono poi le comparazioni: alla la Germania, che ha fissato un limite di PFAS molto restrittivo, pari a 100 nanogrammi/litro, fa da contraltare il regno Unito, il quale ha alzato l'asticella sino a 10mila nanogrammi/litro, valore mai raggiunto - e, nel dubbio, diciamo per fortuna! - nelle nostre acque.

Anche volendo adottare i ristrettivi parametri teutonici, la stessa normativa tedesca - attesi i valori attuali di PFAS nelle nostre acque - non prevederebbe azioni limitative dell'uso della potabile di acquedotto, nemmeno nei confronti dei bambini e delle donne in gravidanza.

La nota dell'Ulss21 affronta poi la questione dei pozzi privati che pescano acqua dalle falde di Legnago e dintorni. Le analisi  ad oggi effettuate escluderebbero la presenza di PFAS ma, in alcune zone, resterebbe il pericolo arsenico, presente in quantità superiori ai 10microgrammi/litro (=10mila nanogrammi/litro).



sabato 12 ottobre 2013

Perché preferire l'acqua dell'acquedotto





Più controllata, più igienica della minerale...e coi PFAS monitorati



Ovunque gli ambientalisti invitano gli italiani a preferire l'acqua del rubinetto, considerando una cattiva abitudine quella del consumo dell'acqua minerale (basti pensare ai 5 miliardi di bottiglie di plastica da smaltire ogni anno e all'impatto ambientale del trasporto su gomma di dette bottiglie).
In una recente relazione, Legambiente ha evidenziato come l'ignoranza sostenga il business della minerale a scapito dell'acquedotto (clicka qui per leggere l'intera relazione di Legambiente)

"ORGOGLIOSI PREGIUDIZI"

Ecco un elenco dei principali errati pregiudizi:
  1. l'acqua in bottiglia è più salubre
    le concentrazioni di sostanze tossiche e la frequenza dei controlli sono molto più precisi e restrittivi per l'acqua dell'acquedotto; su questa circostanza avrò modo di meglio precisare più innanzi per quanto riguarda la realtà di Legnago;
  2. l'acqua di falda è inquinata
    anche molte acque in bottiglia sono di falda; entrambe devono essere sottoposte a controlli e trattamento di filtraggio per eliminare gli inquinanti. Quando il Sindaco è informato che l'acqua distribuita non è potabile deve immediatamente vietarne l'uso alimentare. Nel caso di Legnago il Sindaco ha semplicemente riportato l'acqua in bottiglia nelle mense delle scuole pubbliche solo per placare le proteste di genitori imbestialiti per l'aumento del buono pasto. Diversamente avrebbe dovuto impedire anche a tutti gli altri cittadini – ed in primis ai bimbi delle scuole private (che non sono bambini di serie B) – di consumare l'acqua di rubinetto;
  3. l'acqua minerale ha meno sali di quella del rubinetto
    è vero solo per le acque minimamente mineralizzate. Per il resto vi sono anche acque minerali ricche di sali particolarmente consigliate solo a chi fa sport o si sottopone a cure particolari;
  4. l'acqua in bottiglia si conserva pura, quella dell'acquedotto parte pulita ma si contamina strada facendo
    Le bottiglie dovrebbero garantire l'igiene e la non contaminazione dell'acqua. I casi di contaminazione del liquido per effetto di rilasci di sostanze chimiche presenti nei polimeri plastici sono però oggetto di una vasta letteratura scientifica. Lo stesso vale per le condotte d'acqua potabile. Tra l'altro un conto è l'acqua corrente appena spillata dal rubinetto – che si rinnova di continuo - un altro è l'acqua in bottiglia. Infatti se la vostra bottiglietta è aperta da qualche ora a temperatura ambiente presenterà una carica batterica tale che non la renderebbe potabile per un acquedotto (sic!).
    Sulla situazione delle nostre condotte è intervenuto un controllo, rubinetto per rubinetto, della Salchim, la quale ha evidenziato l'assenza dei tipici batteri da contaminazione fecale (Escherica Coli, Enterococchi intestinali)

    pubblico solo, per brevità, le analisi sui rubinetti della scuola di Terranegra; pari risultanze hanno dato le analisi fatte sui campioni prelevati dai rubinetti delle altre scuole (i dati sono a disposizione; chi li vuole me li chieda)

  5. la legislazione sugli inquinanti nelle acque minerali è più stringente
    altra balla colossale. La norma italiana ancora detta per le acque minerali naturali limiti inferiori a quelli previsti per le acque potabili e permette l'imbottigliamento di svariate sostanze inquinanti e contaminanti in concentrazione superiore a quella consentita agli acquedotti.
    A tal proposito può giovare la comparazione tra l'etichetta di una bottiglietta di minerale di qualità (Acqua Vera; bottiglietta acquistata qualche giorno addietro e analisi realizzata il 16 maggio 2011; alla faccia delle paventate – da parte di qualche genitore - analisi giornaliere) e le analisi (decisamente più complete) effettuate sull'acqua potabile legnaghese


IL CASO PFAS

Ad instillare preoccupazione in molti genitori è stato poi il tema della presenza, “nell'acqua del Sindaco” di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS).
Secondo gli studi scientifici più accreditati, la presenza dei PFAS nell'ambiente è ormai accertata in ogni regione della Terra, anche nelle più remote; in ogni comparto (suolo, aria, acqua ec..) ne è stata dimostrata la presenza. Gli effetti che tali PFAS provocano sulla salute umana e sull'ambiente sono poco chiari.
Le concentrazioni di accettabilità di PFAS nelle acque idonee al consumo umano non sono ancora state definite dalle varie legislazioni.
L'Istituto Superiore di Sanità ha rassicurato sulla mancanza di un rischio immediato per la popolazione esposta ma, a scopo cautelativo, ha consigliato l'adozione di misure di trattamento delle acque potabili per l'abbattimento delle sostanze in questione.
In particolare, per la nostra zona, l'ente gestoreAcque Veronesi, stanti i rilievi dello scorso luglio (comunicato Acque Veronesi Luglio 2013) ha già provveduto ad installare filtri a carbone attivo (la cui efficacia è già stata favorevolmente saggiata) presso gli impianti di adduzione dell'acqua attinta dal campo Pozzi di Almisano di Lonigo che approvvigiona tra gli altri anche il Comune di Legnago.
Le tabelle allegate dimostrano l'abbattimento di PFAS attraverso l'utilizzo di questi filtri.

rapporto PFAs prima del filtraggio a carboni attivi

rapporto PFAS dopo il filtraggio a carboni attivi

CONCLUSIONI

Ebbene, noi tutti, ora, possiamo sapere che l'acqua del rubinetto è monitorata anche per quanto attiene a queste sostanze perfluoroalchiliche. Ma non troveremo mai riscontro nell'etichetta di una minerale dell'esistenza di questi composti chimici.
Genitori! Dalla bottiglietta di minerale che avete preteso alla mensa dei vostri bimbi, non si può capire se ci sono PFAS, né in quale percentuale (così come non capirete se siano o meno presenti altri elementi chimici).
Siete ancora convinti che la bottiglietta sia la scelta più giusta?
Io no.
risposta di Acque Veronesi sul caso PFAS

giovedì 10 ottobre 2013

"ACQUA DOTTA"



Sabato in Piazza Garibaldi, acqua del rubinetto e abbracci gratis per tutti


LEGNAGO. Sabato mattina, dalle ore 10:00, Facciamo per Legnago sarà in Piazza Garibaldi per sensibilizzare la cittadinanza all'utilizzo alimentare dell'acqua dell'acquedotto.
I mitilanti del gruppo di impegno civico, offriranno ai passanti un bicchiere d'acqua potabile dell'acquedotto, volendo rassicurare i legnaghesi circa la sicurezza dell'acqua corrente utilizzata nelle scuole pubbliche, messa al bando dal Sindaco di Legnago per assecondare infondati timori di inquinamento, venutisi a creare in forza del terrorismo psicologico fomentato da gruppi di sinistra legnaghesi, e smentiti scientificamente dalla Aulss e anche dalle recenti analisi elaborate da enti preposti su richiesta dalla cooperativa di ristorazione che gestisce le mense scolastiche.
Facciamo per Legnago resta contraria al rincaro dei buoni pasto per le famiglie legnaghesi - pressoché  inutile ai fini di bilancio e contrario al tanto sbandierato sostegno alle famiglie - ma è favorevole all'utilizzo dell'acqua di acquedotto, chiaramente costantemente campionata dai rubinetti e quindi assolutamente controllata.

Paolo Longhi

sabato 28 settembre 2013

BUONI PASTO E BUONA POLITICA. LA REFEZIONE SCOLASTICA OLTRE LA PROTESTA


Malcontento assicurato in cambio di un incerto risparmio di spesa di appena 100mila euro

L'ennesimo taglio dei trasferimenti erariali ha comportato un ammanco, per le secche casse comunali di Legnago, pari ad € 1.800.000,00.
Per far quadrare il bilancio, a Palazzo De Stefani hanno deciso di sforbiciare qua e la, tra i consueti capitoli.
Insomma: meno manutenzione strade, meno sfalcio dell'erba, meno manifestazioni, meno agevolazioni per le associazioni sportive.
Solo il capitolo del sociale non è stato intaccato. Mentre l'addizionale Irpef è passata dal 3 per mille al 6 per mille (si poteva innalzare sino all'8 per mille).
Per la prima volta si è deciso di tagliare anche nella spesa destinata alla scuola per 100mila euro.
Una somma di non grande rilevanza e che, come, vedremo, non è detto che venga effettivamente risparmiata.
L'unica certezza, ad oggi, è l'aumento del malcontento e delle polemiche tra i genitori.
Infatti, per cercare di ottenere detto sperato risparmio di centomila euro, l'amministrazione si è impelagata nella selva oscura della rimodulazione dei costi dei buoni pasto nelle mense scolastiche, determinando -in aggiunta – la diminuzione della qualità del servizio

I PASTI SCOLASTICI DAL 2009 AL 2012
Ma andiamo con ordine ricostruendo alcuni passaggi della vicenda che ci occupa.
Il bando elaborato dall'amministrazione di centrosinistra per l'affidamento del servizio mensa venne vinto, nel 2009, dalla cooperativa CIR FOOD di Reggio Emilia.
Un pasto confezionato per le scuole costa € 5,25 cadauno.
Per calmierare detto costo il Comune interviene pagando una somma pari ad un terzo della spesa complessiva per detti pasti.
Nel 2012 i pasti sono costati complessivamente circa 750mila €.
Le famiglie – che pagano a seconda della propria capacità contributiva (calcolata secondo il modello ISEE) – si sono sobbarcate la spesa di circa 500mila € mentre il Comune ha conferito alla CIR la rimanente somma di c.ca 250mila €.

MARZO 2013, LA PRIMA RIMODULAZIONE DEL COSTO DEI BUONI PASTO 
Nel marzo 2013, come si diceva sopra, il Comune – per non alzare ulteriormente l'addizionale IRPEF – diminuiva di 100mila € il suddetto contributo per l'acquisto dei pasti.
E rimodulava gli scaglioni di costo dei relativi buoni in relazione al reddito ISEE delle famiglie.
Anno 2012 - 2013
Anno 2013 – 2014 (marzo 2013)
Da 0 € a 3000 € → 1,04 € (costo singolo buono pasto)
Da 0 € a 6000 € → 1,20 €
Da 3.000 € a 13.000 € → 3,30 €
Da 6000 € a 15.000 € → 3,95 €
Da 13.000 € in su → 3,84 €
Da 15.000 € in su → 5,25 €


MAGGIO 2013, LE PROTESTE DELLA COMMISSIONE MENSA, MENU' AL RISPARMIO
A maggio 2013, si riunisce la commissione mensa (http://legnago.nqcontent.it/media/urp/regolamenti/RegolamentoRefezioneScolastica.pdf), organismo istituzionale in cui siedono direttori didattici e presidi, il responsabile del settore Igiene dell'Aulss 21, il rappresentante legale della ditta appaltatrice del servizio di refezione scolastica, due rappresentanti del Comune, eletti dal Consiglio comunale (uno dei quali espresso dalla minoranza), un rappresentante dei docenti per ogni plesso scolastico con servizio di refezione e un rappresentante effettivo - ed uno supplente - dei genitori con almeno un figlio che frequenta la mensa per ogni plesso scolastico1

Emergono in tale sede critiche al prospettato aumento dei buoni pasto, in particolare per la considerevole impennata subita dallo scaglione più alto dell'ISEE.
Secondo l'assessore Bisighin, la commissione, chiamata a giudicare due proposte (anche cumulabili tra loro), per la riduzione del costo del pasto, avrebbe a maggioranza optato per il risparmio più alto possibile, ovvero per:
  • sostituzione della materia prima biologica con altra di qualità convenzionale, con due giornate al mese per l'utilizzo – anche a scopo didattico – dei prodotti bio;
  • cessazione dell'invio ai genitori del menù in forma cartacea e pubblicazione dello stesso in via telematica;
  • sospensione della merenda pomeridiana nella scuola d'infanzia (uno yogurt) (sarebbe emerso che il prodotto non veniva apprezzato dai bambini che, sovente, non lo consumavano).
La revisione al ribasso dell'offerta di refezione avrebbe portato ad un abbassamento del costo del pasto di € 0,26: ogni singolo pasto costerebbe ora 4.99 €.

AGOSTO 2013 IL MENU' PERDE L'ACQUA IN BOTTIGLIA
Successivamente le istituzioni sono riuscite ad ottenere, dai distributori dei buoni pasto, una loro diminuzione del ricavato sulla vendita del buono pasto: passata dal 3% al 2%.

E, quindi, consultati questa volta solo alcuni rappresentanti dei genitori del primo distretto (sinistra Adige) viene deciso di eliminare l'acqua in bottiglia in favore di quella del rubinetto.

Sul punto va detto che ogni plesso scolastico dovrebbe risultare servito dall'acquedotto e quindi l'acqua dovrebbe essere potabile in quanto controllata alla fonte (tuttavia andrebbe verificata anche la possibile incidenza di impurità che possono determinarsi attraverso le condutture; Cir Food ha assicurato al Comune di aver compiuto tutte le operazioni di sanificazione dei filtri volte a rimuovere eventuali residui che con il tempo si sono depositati sugli stessi).

Da quanto mi risulta La CIR Food avrebbe programmato per questa settimana le analisi microbiologiche sui vari punti di prelievo dell’acqua destinata al consumo per gli utenti delle mense scolastiche e saranno valutati e ricercati i parametri di legge come stabilito dall’Allegato I, Parte A del D.Lgs. 31/2001 (Streptococchi fecali ed Enterococchi).


Ad agosto 2013, dunque, il costo dei buoni pasto cambia ancora:

Costo buono pasto agosto 2013 per capacità contributiva famigliare
Da 0 € a 6.000 € → 1,20 €
Da 6000 € a 15.000 € → 3,75 €
Da 15.000 € in su → 4,89

Nell'annualità 2012 – 2013 i bimbi iscritti al servizio mensa scolastica sono stati 1284; oggi – ad anno scolastico appena iniziato sono già oltre 1300.

CONCLUSIONI
Il costo dei pasti, in forza dell'abbassamento della loro qualità, è diminuito.
Ma ad incidere sulla somma complessiva che dovrà sborsare il Comune sono molteplici fattori, tra i quali a farla da padrone sono il numero di bambini che usufruiranno del servizio mensa, il numero di famiglie che acquisteranno i buoni ad un prezzo nettamente inferiore al valore del pasto.
La media prevista annualmente nel bando di gara 2009 – 2015 è di 151mila pasti.
Morale della favola: non è assolutamente garantito che – a fronte di tanto rumore e malcontento – si riuscirà a conseguire il risparmio di centomila euro. Il Comune potrebbe essere costretto ad un conguaglio o, ancora, potrebbe risparmiare più del previsto.
Nel frattempo, dopo le proteste occorre passare alle proposte per configurare un buon bando per il servizio di ristorazione scolastica, magari determinando già a monte un prezzo a base di gara da non superare. L'appalto in vigore avrà termine nell'agosto 2015. Le forze politiche hanno tutto il tempo per verificare la validità della rimodulazione dei costi dei buoni pasto e per predisporre un bando adatto a questi tempi economicamente difficili.
1I rappresentanti dei docenti e dei genitori sono nominati dai consigli di circolo e di istituto con scrutinio segreto

venerdì 13 settembre 2013

Legnago. Altro che proroga, da lunedì il Tribunale chiude


Venerdì 20, alle 21:00, in Piazza San Martino andrà in scena il funerale della secentenaria giustizia legnaghese

Il Ministero della Giustizia la richiesta di proroga (ex art. 8 D.lgs 155/12) la voleva entro il 30 maggio 2013.
Ed entro il 30 aprile 2013 avrebbero dovuto essere acquisiti i pareri del Comune e del Consiglio dell'Ordine ( http://www.giustizia.it/giustizia/it/2_9_8_1.wp )
Ad allungare la vita al Palazzo di Giustizia di Via San Martino erano d'accordo tutti:
Il Presidente del Tribunale di Verona – che aveva proposto la prosecuzione dell'attività giurisdizionale sino a fine 2013 - il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Verona e il Sindaco di Legnago.
La porta d'ingresso del Palazzo di Giustizia di Legnago

 (foto Bebo)
Tuttavia pare che qualcosa sia andato storto, se è vero com'è vero che le pratiche per le acquisizioni dei pareri della Corporazione e del Municipio recano la data della scorsa settimana.
Del resto lo Stato ci ha messo del suo, in un andirivieni di proposte e smentite, di proroghe generali della riforma della geografia giudiziaria che venivano date per certe e che non si sono mai concretizzate. Insomma, è probabile che all'agonizzante Sezione Distaccata il colpo di grazia l'abbia dato la burocrazia.
Probabile. Già, perché queste sono ancora ore di estrema incertezza per gli operatori della giustizia e per i suoi utenti.
Secondo voci di corridoio, l'ultima chiama per la proroga delle funzioni giurisdizionali per i giudizi pendenti sarebbe entro sabato 14 settembre.
In mancanza, va da sé, lunedì 16 settembre 2013, terminato il periodo di sospensione feriale dei termini, i cittadini di Legnago e dei comuni contermini, dopo seicento anni, non troveranno un giudice, un cancelliere, un ufficiale giudiziario all'ombra del Torrione. Forse solo qualche fascicolo in attesa di essere trasferito.
In ogni caso, proroga o meno, settembre o dicembre, poco cambia.
Si chiudono per sempre le porte della giustizia in quel di Legnago.
Per questo gli avvocati della pianura veronese stanno organizzando un vero e proprio funerale per il proprio Tribunale. Le esequie – ove risuoneranno le note del Requiem in Do minore del Salieri ad accompagnare il ricordo di protagonisti della vita forense - si svolgeranno in Piazza San Martino, venerdì 20 settembre, alle ore 21:00. La cittadinanza è invitata a partecipare.