Guardo con curiosità al fenomeno mediatico - politico provocato dalle invettive di Beppe Grillo, un comico coraggioso.
Non condivido alcune sue idee per la riorganizzazione della politica; in particolar modo sono convinto che tornare ad un sistema basato sulle preferenze porti ad accrescere notevolmente i costi delle elezioni (e ciò, tradotto, significa mazzette. Basti pensare che le elezioni regionali costano decisamente di più di quelle nazionali).
Inutile, tuttavia, non riconoscere che Grillo dice molte cose giuste, pur annaffiandole con una buona dose di populismo (d'altra parte è un comico non uno statista), in particolar modo quando mette in luce evidenti abnormità cagionate dalla casta politica.
Tanta gente affolla gli spettacoli di Grillo...Urla vaffanculo ai politici perché desidera un'Italia migliore.
E qui mi incazzo.
Signori, se l'Italia fa schifo, se il Veneto è il motore dell'Italia e riceve meno benzina (trasferimenti erariali)di tutte le altre regioni italiane, se ci sono più forestali in Calabria che in tutto il nord Italia, se continuiamo a vedere in Tv gente inquisita o peggio ancora condannata che ci fa la morale....Beh, è anche colpa nostra.
Pensino, almeno per pochi attimi, gli ammiratori di Grillo: quante volte hanno chiesto alla politica un favore per sé o per la propria famiglia anziché un investimento per la generalità dei consociati; quante volte nell'ambito delle elezioni amministrative hanno preferito una lista solo perchè prometteva varianti al prg più favorevoli ai propri interessi economici.
In tutti questi casi - e di esempi ce ne sarebbero molti altri - la gente ha contribuito a peggiorare la politica favorendo i peggiori, quelli che contando sulla stoltezza ovvero sull'egoismo della gente e non ci pensano due volte a peggioare un Paese per farsi i comodi propri.