Maggio
2012. Il terremoto danneggia gran parte della scuola materna
parrocchiale di Vigo.
Una
sorgente di vita per il quartiere di Vigo che accoglie una quarantina
di bimbi l'anno e che dà linfa alla vicina scuola primaria.
Due
perizie ingegneristiche hanno evidenziato l'inagibilità di gran
parte del complesso, ma l'Ulss21 e il Comune hanno autorizzato
l'utilizzo della parte rimasta “sana”. Ciò a patto che fosse
presentato un progetto di ristrutturazione entro l'estate del 2013.
E
il progetto esecutivo c'è. Costa tuttavia 750mila euro, iva inclusa.
In
un primo momento la Curia aveva sostenuto che detto costo fosse
eccessivo. Tant'è che aveva inviato una missiva alla parrocchia di
Vigo con la quale autorizzava il mantenimento della scuola solo per
l'anno 2014 – 2015.
Dell'importanza
della scuola materna di Vigo lo sanno i residenti, che hanno creato
un comitato ad hoc e che si prodigano quotidianamente per raccogliere
fondi.
Lo
sa la Regione che, con l'assessore Giorgetti, oltre ad aver erogato,
nell'aprile
2010, 90mila euro (su un preventivo di 132mila) per opere di
manutenzione straordinaria e relative al rifacimento del manto di
copertura e dei serramenti della scuola materna, ha dato la
disponibilità di spostare i 51mila euro stanziati
nel novembre 2010 per il rifacimento dell'impianto elettrico e per le
tinteggiature interne della chiesa di Vigo.
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foto C. Marconi (da sx Claudio Persona, Paolo Longhi e Silvio Gandini) |
Lo
sa la Fondazione Cariverona, che con il nostro rappresentante,
Stefano Gomiero, ha dimostrato attenzione e sensibilità al tema.
La
domanda che ci si pone è: lo sa la Curia? E se lo sa, quanta
importanza dà a questo istituto?
Al
netto di improvvisazioni tecniche nel campo edilizio da parte dei
vari candidati a Sindaco – che valgono tanto quanto le soluzioni
tattiche calcistiche di chi si crede un esperto ct solo perché
sfoglia la Gazzetta - serve acquisire una consapevolezza: senza
l'apporto di tutti, ed in particolare della Curia, non si va molto
lontano.
Peraltro
sarebbe auspicabile che la Curia facesse il passo avanti dall'attuale
posizione di neutralità alla collaborazione fattiva. Del resto va
ricordato che non solo l'edificio restaurato resterebbe di proprietà
della Curia, ma che, con l'attuale progetto di demolizione e
ricostruzione, si otterrebbe un restyling anche delle aule di
catechismo.
In
caso alternativo, senza appellarmi ad una fantasiosa ricetta tecnica,
dico che, semplicemente, dovremmo fare quadrato con Regione,
Fondazione e volontariato per trovare – attraverso i tecnici
comunali preposti – la soluzione più veloce, efficace ed economica
per continuare ad offrire un servizio valido e serio alla comunità
di Vigo.