Perché le giustificazioni degli insulti del sindacalista hanno sdoganato le allusioni di Tebon
Si sono scomodati persino i giornali nazionali per deprecare
l’espressione del consigliere comunale Simone Tebon, quel “diversamente etero”
indirizzato al più conosciuto alfiere dei diritti degli omosessuali a Legnago;
il caso ha tenuto banco per quasi due settimane in Città, con i consiglieri di
centrosinistra che, in Aula, hanno dispensato agli avversari politici una
lezioncina di bon ton istituzionale.
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Massimo Castellani |
Accade che poi, giusto il tempo di addentrarci nell’estate,
il segretario provinciale della CISL, Massimo Castellani, se ne esca, sullo
stesso social network usato dall’improvvido Tebon, con la seguente inappellabile
fatwā nei confronti dell’Amministrazione Lorenzetti: “Non serviva essere un
genio per capire che questi non sarebbero stati in grado di amministrare
nemmeno un condominio di tre appartamenti. Altro che Legnago riparte. Per
carità”.
Comprensibilmente Sindaco e assessori si sono risentiti, anche in
forza del ruolo di assoluto rilievo che il sig. Castellani ricopre.
E se pensate che dai consiglieri del centrosinistra sia giunta
qualche presa di distanza da queste sconvenienti parole vi sbagliate di grosso.
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Simone Tebon |
Il maître à penser della sinistra di Palazzo de Stefani,
Damiano Ambrosini, di professione professore, ha – nella compiacenza dei suoi
accoliti – non solo giustificato il sindacalista ma addirittura rimbrottato il
centrodestra per essersi lamentato!
Sia chiaro, lunga vita al diritto di critica, declinazione
del principio della libertà di manifestazione del pensiero: i politici devono accettare
opinioni, giudizi e valutazioni - anche non benevole - da parte di chiunque.
Però ci sono dei limiti, travalicati i quali il diritto non
è più tale; a segnare il confine sono la verità e la continenza espressiva.
Lo scritto del sindacalista si caratterizza palesemente,
invece, per ostilità e gratuità nelle offese.
Giustificarlo significa sdoganare le allusioni di Tebon.
A meno che non si dica che le regole di bon ton e la
correttezza istituzionale valgano solo per la sinistra ai danni della destra.
Mi sembrerebbe però una ricostruzione un pochino razzista.