giovedì 3 dicembre 2009

Il Comune è con i pendolari «Servono corse più frequenti»


LEGNAGO. L’amministrazione scrive alla Regione perché riveda gli orari della Verona-Rovigo
Stefano Nicoli

L’iniziativa segue le numerose segnalazioni inviate in municipio

da L'Arena Giovedì 03 Dicembre 2009 PROVINCIA, pagina 33

Corse più frequenti e orari compatibili con le esigenze lavorative dei pendolari della Bassa che percorrono ogni giorno la linea ferroviaria Verona-Legnago-Rovigo. A mettere nero su bianco una richiesta, che da sei anni si riaffaccia ciclamente in città a suon di petizioni e proteste ma che finora è sempre caduta nel vuoto, è stato questa volta il Comune di Legnago. Il quale, «sulla scorta delle numerose segnalazioni giunte al riguardo in municipio da parte di decine di viaggiatori della zona stanchi di dover attendere alla stazione di Porta Nuova anche un’ora e mezza per ritornare a casa», ha deciso di farsi carico della questione.
E così, mentre i «forzati del treno» stanno incrociando i loro malumori su Facebook e si apprestano all’ennesima raccolta di firme, l’amministrazione si è rivolta alla direzione Mobilità della Regione, competente in materia, «per sollecitare una variazione dell’orario da parte di Trenitalia». «I pendolari che usufruiscono di questa tratta», scrive Paolo Longhi, assessore ai Trasporti, nella raccomandata spedita lunedì a Venezia, «si sentono fortemente pregiudicati dall’organizzazione attuale. Infatti, contrariamente a quanto avviene nel primo pomeriggio quando è garantita un’adeguata copertura delle corse, il servizio è di fatto difficilmente fruibile per tutti quei lavoratori, e sono la maggior parte, che escono dall’ufficio tra le 17 e le 17.30. E che, non riuscendo a salire sul treno delle 17.18, devono attendere per forza quello delle 18.53». L’obiettivo, condensato nella presa di posizione del Comune, è perciò quello «di giocare d’anticipo in vista dell’adozione del nuovo orario 2010». E quindi «di riuscire a coprire un buco, che ogni sera impone snervanti attese ai pendolari».«Come se non bastassero i ritardi accumulati puntalmente all’andata», conferma Morena Sbardellini, impiegata in una banca di Verona, «molti di noi non ce la fanno proprio a prendere il treno delle 17.18 e sono costretti ad attendere quasi due ore quello successivo». «Per risolvere il problema», aggiunge, «basterebbe inserire un treno alle 18 sopprimendo quello delle 14.40 visto che ne parte uno anche alle 14.49 oppure spostare di mezz’ora il treno delle 17.18».

3 commenti:

Federico Zuliani ha detto...

Uno storico pendolare sentitamente ringrazia...

____ ha detto...

Ciao Federico. Grazie infinite.
Ma il gatto si è rifiutato di concederti l'intervista?

Federico Zuliani ha detto...

Nessun rifiuto, al momento...siamo in trattative, diciamo così...