Staccata la spina al Tribunale di Legnago. Da oggi non si terranno più udienze civili nell'antico palazzo di Piazza San Martino.
L'ulteriore mese di proroga - sino a San Silvestro
2013 - concessa dal Ministero della Giustizia per l'apertura del Palazzo
di Giustizia legnaghese sarà semplicemente funzionale alle operazioni
di trasloco.
Ma la Sezione Distaccata legnaghese potrebbe miracolosamente resuscitare.
Già perchè – ed è la prima volta nella storia
repubblicana – nove consigli regionali (per l'art. 75 Cost ne sarebbero
bastati 5) hanno proposto un referendum abrogativo sul decreto
legislativo “Severino”, n. 155/12, che ha previsto ed attuato, a far
data dal 15 settembre
scorso, la riduzione e l’accorpamento di 37
tribunali sui 165 esistenti, di 38 procure e la soppressione di tutte le
220 sezioni distaccate di tribunale, tra cui quella di Legnago,
mantenuta in vita fino.
La proposta referendaria ha superato il primo vaglio
di legittimità, ovvero il controllo dell'ufficio Centrale per il
referendum presso la Corte di Cassazione.
In attesa del secondo controllo, quello della Corte Costituzionale, gli avvocati legnaghesi tornano quindi a sperare.
Se anche dalla Consulta arrivasse – a febbraio - il
semaforo verde, solo lo scioglimento anticipato delle Camere o
un'abrogazione della legge taglia tribunali potrebbe bloccare il
referendum; va profilandosi la possibilità concreta, quindi, di andare
al voto tra il 15 aprile e il 15 giugno, probabilmente in un election
day con europee ed elezioni comunali.
Nella totale incertezza e tra i più grandi disagi,
in particolar modo per gli utenti più deboli, quali anziani, malati e
beneficiari vari di amministrazioni di sostegno e provvedimenti di
tutela, la riforma della geografia giudiziaria va comunque avanti. E
stupisce come la Regione Veneto, tanto attenta ad un referendum farsa,
palesemente anticostituzionale, quale quello per la secessione
dall'Italia, non abbia mosso un dito per salvaguardare i nostri
tribunali e, quindi la nostra gente. Per fortuna ci hanno pensato
Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Puglia,
Campania, Liguria e Piemonte.