Legnago. La Giunta regionale ha erogato al Comune un contributo di 100mila euro, che consentirà di ultimare il restauro del monumento
Strenna da Venezia riapre il Torrione
Stefano Nicoli
In città sta nascendo però un gruppo che critica il recupero del bastione con l’aggiunta di elementi moderni sul tetto
Mercoledì 31 Dicembre 2008PROVINCIA
Il restauro del Torrione di piazza della Libertà non resterà incompiuto. Ed il Comune non dovrà posticipare ad oltranza il taglio del nastro dell’intervento conservativo iniziato nella primavera del 2007 ed interrotto nei mesi scorsi per esaurimento dei fondi disponibili. A consentire all’amministrazione di completare il risanamento del simbolo per eccellenza della città - una delle due roccaforti circolari del Quattrocento sopravvissute, in provincia di Verona, allo scorrere dei secoli - sarà il contributo di 100mila euro stanziato dalla giunta regionale.
Una «strenna» inattesa, almeno in tempi così rapidi, a palazzo de’ Stefani sebbene fosse stata formalizzata un’espressa richiesta al riguardo per riuscire ad integrare i 300mila euro già investiti nella ristrutturazione del monumento. E quindi per ultimare i cantieri, che hanno riservato diverse sorprese facendo sforare il preventivo iniziale. «In corso d’opera», sottolinea Luigi Bologna, assessore ai Lavori pubblici, «sono emersi muri friabili, crepe, fessurazioni ed altri problemi tecnici. Con la conseguenza che si sono allungati i tempi di consegna e sono lievitati i costi per consolidare la torre ed integrare gli elementi dissestati. Ora grazie al sostegno della Regione potremo completare il consolidamento delle strutture ed eseguire le rifiniture». Che il Torrione fosse messo molto peggio del previsto lo conferma anche l’architetto Riccardo Campagnola che ha curato l’intervento con la collega Maria Grazia Eccheli. «Ci siamo trovati di fronte», spiega il progettista, «a molti imprevisti a cominciare dalla crepa larga circa 20 centimetri che è venuta alla luce smantellando la pavimentazione del piano terra. Un altro serio inconveniente strutturale è affiorato poi sul tetto che poggiava praticamente sul nulla».
In attesa di chiudere i lavori, in città si sta intanto costituendo l’associazione «Amici del Torrione», che non condivide affatto le scelte progettuali. «E che è pronta a contrastare l’orrenda merlatura aggiunta alla copertura, che non c’entra nulla con la rocca originaria», ha anticipato nell’ultimo consiglio Paolo Longhi di An. «Non si tratta di un falso storico ma di un elemento pensato per richiamare l’altezza antecedente i bombardamenti senza snaturare il monumento» replica il progettista.