Chi ha sfogliato L’Arena di mercoledì 21 gennaio 2009 si sarà accorto che pagina 32 è quasi per intero dedicata a Legnago. Eppure, solo a leggere i titoli si direbbe trattarsi di un inserto che il quotidiano di Verona dedica a terre lontane, mica alla nostra cara vecchia e nebbiosa Città.
Si racconta della nascita della prima associazione interetnica della Bassa, che avviene proprio qui, a Legnago, sotto l’egida di Arci e Comune, del rilancio dello sportello immigrati e dei risultati ottenuti dai percorsi di integrazione dei “nomadi” (sono più stanziali di me) legnaghesi grazie al “Progetto Monica”.
Cominciamo da quest’ultimo argomento. Si legge che per quest’anno la sinistra avrebbe stanziato 18mila euro per l’integrazione degli zingari, di come la quasi totalità dei capifamiglia sinti sia stata aiutata dall’amministrazione per inserirsi nel mondo del lavoro e di come la Giunta abbia dato loro una casa Ater e, ancora, di come non siano emersi grandi problemi di convivenza se non qualche caso sporadico. Poca roba: solo cinque nuclei che “disturbavano i vicini”.
Il fatto che siano stati dimezzati i fondi per i bimbi sinti trova una spiegazione assai semplice: si tratta di fondi provinciali per i figli riconosciuti dalla sola madre. E, finalmente, almeno la metà dei padri sinti ha riconosciuto i propri figli… d’altra parte qualcosa in cambio di casa e lavoro la sì doveva pur fare… Anche perché, visti i tempi che corrono, ci sono nostri giovani italiani e legnaghesi d.o.c. che un tetto ed uno stipendio se li sognano.
Ma non finisce qui.
Chi ha preso a nolo il museo archeologico per una conferenza sa quanto scosti caro.
Per invitare sottosegretari, onorevoli e assessori regionali a parlare di infrastrutture legate al territorio subii un salasso.
Evidentemente la Nogara Mare – come pure è emerso dal dibattito consiliare – non riscontrava il gradimento della Rosa.
Diversamente, il Comune ha deciso di concedere gratuitamente queste nostre sale museali per ospitare un concerto di musica magrebina ed un buffet africano “benedetti” dall’Arci.
E dato che ai nostri stranieri non facciamo mancar nulla, in una città sempre più multietnica “la giunta ha ritenuto indispensabile mantenere in funzione anche per tutto il 2009 lo sportello stranieri: un servizio inaugurato quattro anni fa al piano terra del municipio, che ogni venerdì mattina dalle 9.30 alle 11.30 fornisce una consulenza gratuita su svariate pratiche legate al mondo dell’immigrazione, dal rilascio dei permessi ai ricongiungimenti familiari alle prestazioni socio-assistenziali”.
I legnaghesi pagano fior di quattrini ogni anno per dare informazioni e servizi agli extracomunitari.
Se Dante avesse conosciuto Claudio Marconi, Silvio Gandini e Damiano Ambrosini non avrebbe scritto quei versi del paradiso: “Tu proverai sì come sa di sale/ lo pane altrui, e come è duro calle/ lo scendere e 'l salir per l'altrui scale. . .»
Se io fossi marocchino avrei una corsia preferenziale per le pratiche in Comune e mi darebbero gratis le sale del Museo per fare feste (inoltre insegnerebbero - sempre a spese dei legnaghesi - ai miei figli nati qui a parlare arabo; vedi progetto a scuola di domenica.
Se fossi sinto mi darebbero una casa ed un lavoro.
Avrebbe convenuto anche il Sommo Poeta che il Paradiso gli stranieri lo possono trovare in una città italiana, che di suo conserva solo la nebbia.